La donna, evoluzione dell’uomo.

Il ruolo della donna nella storia dell’umanità è stato sempre limitato e circoscritto allo stereotipo dell’angelo del focolare, con variazioni sul tema che dipendono dal contesto storico e culturale, non da ultimo religioso, della società. L’uomo infatti è sempre stato al centro delle attività lavorative, politiche, culturali e sociali, mentre ciò che si chiedeva ad una donna, e purtroppo in molti casi tuttora si continua a chiedere, era di essere una brava donna di casa, una moglie e una madre. L’istruzione rappresentava un lusso riservato a poche fortunate, ed è ancora così in molte parti del mondo.  Oggi non è più così in gran parte dei Paesi dell’emisfero Nord, con una emancipazione che è stata sempre più forte a partire dal secondo dopoguerra. Eppure rimangono ancora molti gli ostacoli che si frappongono a una piena affermazione della libertà per le donne di sviluppare le proprie potenzialità, sia nel mondo del lavoro che nella società in genere. Ancora più grave il problema della violenza, sia domestica che non, che molte donne debbono subire, spesso per mano di loro partner o ex partner, per un’idea travisata di amore che altro non è che possesso (tema trattato nel post “L’amore è libertà” ).

Nella cultura olistica il dualismo maschile-femminile non ha valore, come tutti i dualismi. Ogni persona, indipendentemente dal suo sesso biologico, ha in sé, in potenza, tutte le qualità “maschili” così come tutte le qualità femminili. Chiaramente alcune più di altre vengono coltivate ed entrano a far parte della “personalità”. Ma la piena realizzazione di ogni individuo richiede un’integrazione di qualità “maschili” e “femminili” con pari dignità. Non si tratta infatti di due poli in opposizione, ma di due forze energetiche sinergiche, entrambe indispensabili per uno sviluppo armonico dell’individuo. Come noto lo stesso cervello umano è suddiviso in due parti (emisferi) che richiamano chiaramente l’una il maschile, ovvero la parte razionale e logica, l’altra il femminile, ovvero creatività ed interpretazione emotiva. L’emisfero sinistro opera con la logica del pensiero lineare, mentre quello destro opSimbolo-uomo-donna-gratisera secondo il principio del pensiero circolare o analogico.

Il modello dei chakra ci racconta che l’evoluzione verso la trascendenza, raggiunta nel settimo e ultimo chakra, non è possibile senza una “femminizzazione” dell’individuo, ovvero all’espressione di caratteristiche proprie del femminile, tra le quali soprattutto introspezione, inclusione, ascolto, creatività, intuizione, spiritualità. Nella trascendenza il dualismo maschile-femminile cessa del tutto, in quanto in quello stato si è contemporaneamente sia uomo che donna.

In questi ragionamenti si inseriscono alcune considerazioni svolte da Osho, che prendono in esame addirittura i principali testi sacri cristiani. Vediamo…

  • “Dio ha creato il mondo: prima ha creato la materia, alla fine ha creato l’uomo. Per cinque giorni ha creato tutte le altre cose del mondo – materia, animali, uccelli – e al sesto giorno ha creato l’uomo. E nell’ultimo istante del sesto giorno ha creato la donna. Questo ha un valore molto simbolico: la donna è l’ultima creazione; neppure l’uomo è l’ultimo. E l’allegoria è ancora più bella, perché dice che Dio ha creato la donna dall’uomo. Ciò significa che la donna è una raffinazione dell’uomo, una forma più purificata (…)”
  • “Dio ha creato la donna dopo aver creato l’uomo, perché la donna può essere creata solo in un secondo tempo. Prima devi creare l’energia grezza, poi puoi raffinarla: la raffinazione non può procedere. E in questa allegoria c’è un messaggio: ogni uomo deve diventare femminile prima di raggiungere il settimo chakra. (…)”.

In conclusione non esistono nella cultura olistica alla quale ci richiamiamo, schematizzazioni in base alle quali un uomo biologico deve essere sempre razionale, progettuale, distaccato e una donna biologica sempre emotiva, inclusiva, empatica. Ognuno deve piuttosto integrare il meglio delle proprie qualità e usarle tutte, che siano “maschili” o “femminili” poco conta. Tornando al funzionamento del cervello e più in generale del corpo, l’uno o l’altro emisfero sono dominanti a turno, in cicli di circa 50 minuti. In un fluire continuo senza sosta, oscilliamo continuamente tra maschilità e femminilità. Tanto vale accettarlo come un fatto e prendere il meglio in ogni istante.

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