E se ognuno avesse il suo “Grande Piano”?

Certe giornate scorrono da sole, altre si impigliano in una sequela di piccoli imprevisti. Nevrotico movimento verso la sera che attraversa una serie di micromondi: la famiglia, il lavoro, gli amici… Pensare il meno possibile finché poi al primo momento di pausa il cervello comincia a riflettere, a interrogarsi. Per lo più sul senso di frustrazione, di ingabbiamento e di delusione su come sta scivolando via la vita.

Chi siamo veramente ?

Da dove veniamo ? Verso cosa stiamo andando ?

Cosa ci aspetta ?

Non siamo obbligati a darci una risposta. Per certi versi staremmo meglio senza le relative domande, figurarsi cercare le risposte. Ma arriva sempre un momento nel quale queste domande si presentano. Un angoscia tutta umana, non a caso sono le religioni uno dei più grandi motori di motivazione dell’umanità, …  quelle religioni che danno queste risposte…,  la fede che ci induce a renderle immutabili e immodificabili. Ma non è per tutti così.

Mi piace pensare che non siamo qui per caso. Che siamo qui per uno scopo. Uno scopo che noi stessi abbiamo scelto, prima di arrivare. Uno scopo che può non esaurirsi in una vita. Il nostro Grande Piano.

Nel tempo trascorso sulla terra l’anima individuale si realizza solo se compie il suo “Grande Piano”, la sua ricerca mitica (Deepak Chopra)

Il problema è che il nostro Grande Piano ci rimane per lo più oscuro. Ed è così che sono sorte miriadi di strategie per aiutarci a trovarlo, o meglio per trovare noi stessi, la nostra strada, ed esprimere a pieno i nostri Talenti. Ognuno di noi ne ha, ognuno li ha diversi da quelli degli altri, i suoi particolarissimi gioielli. Pochi li ritrovano, sepolti sotto la polvere dell’Ego e del conformismo.

Mi piace anche pensare che il nostro Grande Piano abbia un’alta valenza etica. Rimarrei piuttosto deluso se esso consistesse solo nel diventare Presidente di una multinazionale, accumulare qualche milione di dollari, spostarsi solo in elicottero e mepic-heroesangiare rigorosamente serviti da due camerieri. Preciso che non demonizzo il benessere in sé: chi se lo può permettere se lo goda. Intendo però che il Grande Piano di un ricco imprenditore può consistere nel lanciare prodotti innovativi, nuove tecnologie che facilitino la vita delle persone, dare lavoro e favorire il benessere di un Paese, ecc. Steve Jobs ne è un esempio, ma ce ne sono anche molti altri. Persone che hanno creato dal nulla grandi imprese, seguendo i loro grandi sogni. Loro hanno trovato e realizzato almeno in parte il proprio Grande Piano.

Ma tutti possiamo infine realizzare il nostro Grande Piano, che può consistere anche in realizzazioni intime, familiari, silenziose. Gli eroi silenziosi della vita di tutti i giorni.

Il ruolo degli Archetipi nel Grande Piano

Il termine “archetipo” proviene dal greco Archetypon, un composto di Arche (origine) e Typon (modello / immagine). Archetipo significa quindi “modello originario”. Gli archetipi sono i mattoni della componente primordiale dell’uomo, poiché contengono l’idea d’origine di qualsiasi impulso che l’uomo vive e manifesta, attraverso il suo pensare, sentire ed agire. Secondo una definizione di Jung essi sono ” modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura umana”. Gli archetipi si esprimono con una serie di temi dominanti che attraversano trasversalmente le varie culture e venivano spesso rappresentati sotto forma di dei, eroi, giganti e altre figure mistiche.

Ognuno di noi ha in sé un tema dominante e una divinità in embrione, ma solo chi entra in contatto profondo con sé stesso può risvegliarli, alimentarne i legami, dargli un contesto e un significato, ottenendo infine amore, realizzazione e completamento. Il proprio Grande Piano si sviluppa su uno o più temi “archetipici”, (2 o 3), esprimibili attraverso figure mitologiche, che sono come semi racchiusi nel profondo del nostro essere. L’attivazione di un archetipo rilascia le forze che lo plasmano per farci divenire ciò che siamo destinati ad essere…  superman-myth-620x349

Trovare i propri archetipi

Basta un rapido giro su internet per rendersi conto che esistono una miriade di proposte, più o meno accreditate, per la ricerca dei propri archetipi. Non voglio banalizzare e non ne proporrò alcuno, la ricerca degli archetipi può durare una vita! E può procedere per tappe di avvicinamento, ovvero un archetipo può sostituire un precedente se lo riteniamo più appropriato alla nostra natura, e così via. E’ bene comprendere che la ricerca degli archetipi non è la ricerca del vaso di Pandora. Possiamo avere una vita soddisfacente anche senza conoscerli esattamente. Conoscerli apporta però una consapevolezza nuova e fornisce gli stimoli per coltivarli e rafforzarli.

Alcuni metodi proposti per la ricerca degli archetipi derivano dal contributo di Jung e più in generale della psicologia transpersonale. Chiaramente però questi test finiranno per classificarvi nella angusta (a mio parere) lista di Jung, che tra l’altro teorizza una sorta di percorso individuale a tappe fisse lungo l’arco della vita. Il concetto di archetipo proposto in queste righe è invece innato e vi appartiene lungo tutto l’arco di questa vita e anche oltre.

Personalmente mi sono dilettato nel ricercare i miei archetipi nelle varie mitologie: romana, greca, egizia, indiana, cinese, ecc. E non ho ancora finito. Può essere una lettura piacevole e curiosa. Tenendo però presente che l’archetipo può essere ben rappresentato anche da un personaggio storico, p.e. Gandhi, Martin  Luther King, ecc. Qualunque figura altamente simbolica ed ispirante può ricoprire il ruolo di archetipo.

Quando un archetipo si adatta a Voi, sentirete una sensazione di felicità e capirete. Consiglio di concentrarsi sempre sulle capacità positive dell’archetipo piuttosto che sui punti deboli, tralasciando inoltre i particolari narrativi.

Qualche esempio:

  • archetipo del Guerriero (nelle sue svariate varianti, p.e.: il samurai, Ulisse, Achille, Alessandro Magno, le Amazzoni, Giovanna d’Arco, Toro Seduto, ecc.) = forza, coraggio, essere invincibile, conquista e dominio, incutere timore e rispetto…
  • archetipo della Madre protettiva (varianti: Demetra, Proserpina, Magna Mater, Medea…) = accudimento e protezione della prole, affettuosità, nutrizione…
  • archetipo del fascino e della bellezza (Afrodite, Venere…) = fascino, bellezza, capacità di seduzione, l’essere desiderata…
  • archetipo del Saggio (Atena, Minerva, Apollo, Iside…) = sapiente, esperto, intelligente, astuto, colto…
  • … e infiniti altri modelli ancora…

Riconoscere i propri archetipi ci mette in contatto con una energia nuova, ci cambia letteralmente la personalità. Svegliarsi ogni giorno consci del nostro Grande Piano significa dare un’iniezione di energia alla nostra giornata e una potente fonte di motivazione e di ispirazione.

Annunci