Mi abbandono al fiume della vita

 

“Odi?” chiede lo sguardo silenzioso di Vasudeva. Siddharta annuì.  “Ascolta meglio!” sussurrò Vasudeva. Siddharta si sforzò di ascoltare meglio. L’immagine del padre, la sua propria immagine, l’immagine del figlio si mescolarono l’una nell’altra, anche l’immagine di Kamala apparve e sparì, e così l’immagine di Govinda, e altre ancora, e tutte si mescolarono insieme, tutte si tramutarono in fiume, tutte fluirono come un fiume verso la meta, bramose, avide, sofferenti, e la voce del fiume suonava piena di nostalgia, piena di ardente dolore, d’insaziabile desiderio. Il fiume tendeva alla meta, Siddharta lo vedeva affrettarsi, quel fiume che era fatto di lui  e dei suoi e di tutti gli uomini che aSiddhartha---Herman-Hesse-925040363-2887690-2vesse mai visto, tutte le onde, tutta quell’acqua si affrettavano, soffrendo, verso le loro mete.  Molte mete: la cascata, il lago, le rapide, il mare, e tutte le mete venivano raggiunte, e a ogni meta una nuova ne seguiva, e dall’acqua si generava vapore e saliva in cielo, diventava pioggia e precipitava giù dal cielo, diventava fonte, ruscello, fiume, e di nuovo riprendeva il suo cammino, di nuovo cominciava a fluire. Ma l’avida voce era mutata. Ancora suonava piena d’ansia e d’affanno, ma altre voci si univano a lei, voci di gioia e di dolore, voci buone e cattive, sorridenti e tristi, cento voci, mille voci.  Siddharta ascoltava. Era ora tutt’orecchi, interamente immerso in ascolto, totalmente vuoto, totalmente disposto ad assorbire: sentiva che ora aveva appreso tutta l’arte dell’ascoltare. Spesso aveva ascoltato tutto ciò, queste mille voci nel fiume, ma ora tutto ciò aveva un suono nuovo. Ecco che più non riusciva a distinguere le molte voci, le allegre da quelle in pianto, le infantili da quelle virili, tutte si mescolavano insieme (…).  E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. (…)

In quell’ora Siddharta cessò di lottare contro il destino, in quell’ora cessò di soffrire. Sul suo volto fioriva la serenità del sapere, cui più non contrasta alcuna volontà, il sapere che conosce la perfezione, che è in accordo con il fiume del divenire, con la corrente della vita, un sapere che è pieno di compassione e di simpatia, docile al flusso degli eventi, aderente all’Unità.  [estratto da “Siddharta” di Hermann Hesse]

Allora in quel preciso momento Siddharta si abbandonava al fiume della vita. E quante volte anche noi vorremmo avere il coraggio, l’incoscienza e la libertà di lasciarci andare. Di prendere quello che c’è, di smettere di correre come formiche verso il niente o verso l’effimero. Per qualcuno la meta è il potere, per qualcuno l’essere rispettato, per qualcuno avere una vita agiata… Non c’è niente di male a desiderare il bene per sé stessi e quanti ci sono intorno… ma il male, quello che ci facciamo da soli, è quando questo bene diventa solo un simbolo da mostrare agli altri e diventa la ragione stessa di un’esistenza. Corrode allora tutto il resto, sacrifica tutto il resto… tempo, affetti e le tante libertà dei momenti spensierati, persi inesorabilmente nel nostro correre. 776ae7_6a3bf16c6cef4624819984b728590882

Un mio maestro spirituale soleva dire che chi si oppone al flusso degli eventi: “verrà trascinato piangente dal carro della vita”.

Non puoi andare contro-corrente, ma puoi abbandonarTi alla corrente, alla sua direzione naturale. Puoi affidarTi a lei, vedere dove Ti porta e goderti quello che c’è. GodiTi il viaggio e non pensare alla destinazione, se c’è.4289ac60bfb6900275948a97698b77e5

LasciaTi andare al flusso della vita.

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Ecco il manifesto della pagina…

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NAMASTE’ !!
VivereLaVita è un inno alla vita, a viverla pienamente, in completa connessione con sé stessi e in libertà, rispettando però le libertà degli altri.
VivereLaVita è un progetto, un’idea, una realizzazione che si svela giorno dopo giorno.
E’anzitutto il blog, https://viverelavitablog.wordpress.com/… , dove vengono lanciate suggestioni di un approccio nuovo, anzi antico, all’esistenza. E’ poi comunità di persone libere che condividono parte del manifesto o l’intero, ma anche che non lo condividono ma vogliono comunque dire la loro, nel rispetto delle regole che ci siamo dati (esposte più in basso).

La nostra visione:

  • ognuno di noi è uno specchio dell’universo, della realtà fondamentale, di Dio se così vogliamo chiamarlo. La Realtà Fondamentale vive in noi in tutte le sue potenzialità e sfaccettature, il nostro potenziale è infinito. Noi siamo come onde dell’oceano, ognuna con la sua forma ma ognuna appartenente allo stesso mare, alla stessa acqua. Ognuna temporanea e unica, ma destinata a ritornare all’oceano che l’ha generata.
  • non c’è una reale distinzione tra ognuno di noi e gli altri, così come non c’è tra ognuno di noi e la natura. L’essere individui è una nostra percezione, l’essere separati è una nostra percezione. La natura ultima di ogni “ciascunità” trova fondamento nella Realtà Fondamentale (o Dio per chi preferisce chiamarla così). Ognuno di Voi è come me, ognuno di noi è la Realtà Fondamentale (Tat Twam Asi, secondo una famosa formula vedantica)
  • La nostra natura non è peccato, non è egoismo, avidità, violenza. Questi sono i prodotti dei condizionamenti della società e del tentativo di prevalenza dell’Ego. La nostra vera natura è l’Amore. La nostra vera essenza è la Verità, la libertà da ogni limitazione. Il nostro vero sapere non è quello nozionistico, ma quello intuitivo (tanto che il processo di conoscenza del mondo e di istruzione è in realtà un ri-conoscere). Il nostro obiettivo e giusta aspirazione è la Beatitudine (Ananda) che è giusto ricercare in ogni forma (rispettosa degli altri e del mondo), vivendo tutte le nostre esperienze, anche le più difficili, con accettazione, gioia e apprezzamento.
  • Le nostre intenzioni hanno un enorme potere. L’orientamento dei pensieri verso desideri e aspirazioni in linea con la nostra vera essenza e con i nostri talenti individuali mette in atto energie in grado di realizzare i nostri obiettivi.
  • La libertà emozionale è un passo importante nella direzione della nostra piena realizzazione. Essere immuni da lusinghe e critiche ci consente di vivere in armonia con noi stessi e liberare le nostre energie più significative
  • La nostra realizzazione passa attraverso la ricerca / presa di coscienza dei nostri talenti e del ruolo “eroico” che possiamo svolgere in questa vita: i nostri archetipi, ovvero i modelli di comportamento-azione a noi congeniali e che vogliamo interpretare
  • Ogni storia, ogni destino, ha i suoi punti di svolta, i suoi salti in avanti. Coincidenze, opportunità, eventi e circostanze apparentemente casuali che invece ci consentono di imboccare la strada della realizzazione.

L’atteggiamento che favorisce la piena realizzazione

  • Consapevolezza continua (mindfulness). Vivere pienamente ogni istante, tenere accesi i sensi, assaporare la gioia del qui ed ora. La ricerca della consapevolezza dona libertà, solleva, fa calare i livelli di ansia e di stress
  • Accettazione: io sono così, accetto anche i miei limiti, i miei “difetti”, il mio modo di essere. Questo non significa rinunciare a lavorare su sé stessi per procedere verso una sempre maggiore conoscenza di sé, una sempre maggiore padronanza delle emozioni, una sempre maggiore relazione positiva con gli altri e con gli eventi della vita. Ma i sensi di colpa non devono trovare radici, bensì dissolversi nella coscienza della convivenza di bene e male in ciascun essere. Innaffiamo i semi del bene riconoscendo con sereno distacco le nostre azioni “non in assonanza” con la nostra vera essenza (Amore, Conoscenza, Libertà…).
  • Auto-osservazione: è una affinazione della consapevolezza. Se siamo bravi possiamo allenarci a osservare in profondità le nostre azioni, poi a osservare i pensieri che precedono le azioni, poi le percezioni che precedono i pensieri, poi le sensazioni che precedono le percezioni. Possiamo altresì scoprire e rimodulare le credenze e i pre-giudizi che determinano il nostro modo di percepire gli altri e il mondo in generale.
  • Gioia e apprezzamento: gratitudine per tutto ciò di bello che abbiamo e che spesso ci sembra scontato, la capacità di tollerare il tollerabile, la predisposizione positiva verso gli altri fino a prova contraria, la capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che quello mezzo vuoto…
  • Creazione: il processo con il quale si dirigono intenzionalmente i pensieri e le nostre attenzioni verso la realizzazione dei nostri desideri e delle aspirazioni, attendendo con fiducia ma con distacco di ottenere quanto desiderato.

Le regole

Tutti sono benvenuti e può esprimere il proprio stato d’animo, pensiero, opinione su questioni attinenti a quanto trattato da VivereLaVita.
Tutti sono invitati a fare proprio lo spirito di tolleranza, accoglienza e non-giudizio che ci caratterizza.
Per ovvi motivi non possiamo ammettere:
  • insulti o attacchi personali
  • un linguaggio che possa offendere uno o più lettori
  • qualsiasi forma di intolleranza o di espressione di una presunta superiorità/inferiorità derivante da appartenenza a razze, religioni, gruppi sociali, ecc.
Grazie per la collaborazione!
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