Permettere e permettersi

Io sono ciò che sono e permetto agli altri di essere ciò che sono…

E’ l’essenza di una delle tre leggi della teoria dell’attrazione, ovvero la cosiddetta Arte del Permettere. Il Permettere significa:

  • non giudicare gli altri
  • non sorprendersi di comportamenti, azioni e pensieri di altri diversi da quello che avremmo fatto noi
  • non sentirsi offesi o minacciati da parole o atteggiamenti di altre persone…

La capacità di non giudicare assume un significato molto più generale, anche a prescindere dall’Arte del Permettere. Giudicare significa infatti attribuire a una persona un’etichetta duratura, spesso permanente… Quante volte abbiamo giudicato una persona al primo o al secondo incontro ? E quante volte abbiamo poi interpretato i suoi comportamenti e le sue azioni alla luce di quel primo frettoloso giudizio ? Giudicare è una necessità della mente fisica, che deve classificare persone, esseri, cose o accadimenti nelle categorie: Minaccia / Non minaccia, una facoltà che ha aiutato la nostra evoluzione e che non è untitledmolto diversa da ciò che fanno molti altri animali. Capire se qualcuno o qualcosa è una minaccia è infatti fondamentale per la propria incolumità. Ma anche se nel corso della nostra evoluzione, il giudicare ha assunto significati più articolati e raffinati, la radice del giudicare risiede ancora nella necessità di riconoscere rapidamente le minacce. Se partiamo però dall’assunto che la mente NON siamo noi, (ovvero non siamo completamente identificati dalla nostra mente, ma c’è qualcos’altro che costituisce il nostro essere …), possiamo allora lavorare su questo “istinto” che tanto condiziona il nostro comportamento sociale, assumendo un atteggiamento neutrale. Giudichiamo allora non le persone ma le singole azioni e saremo più liberi …

Per quanto concerne il secondo punto (non sorprendersi di comportamenti, azioni e pensieri di altri diversi da quello che avremmo fatto noi) è utile comprendere ( e accettare …) che il mondo NON è quello che vediamo con i nostri occhi. Quella è la nostra interpretazione del mondo, nostra personalissima interpretazione, ma non la verità assoluta. Persino dal punto di vista fisico il nostro modo di sentire suoni, vedere colori, percepire gusti… è diverso da individuo a individuo. Non sorprende allora che la nostra interpretazione “sociale” del mondo sia se possibile ancora più diversa. Se non fosse così avremmo tutti una stessa fede (o una stessa NON fede), uno stesso orientamento politico, lo stesso orienDog-and-Cat-on-a-Log.jpgtamento sessuale, la stessa opinione sugli immigrati, ecc. Come mai non è così ? Di solito pensiamo sempre o spesso di avere ragione e che gli altri hanno torto. Non è così ? E se tutti pensano di avere ragione, quante sono le ragioni ? 8 miliardi ? Magari molte sono uguali o simili, quindi …  1 miliardo ? 500 milioni ? …. o forse …. 0 ?  La risposta più giusta è l’ultima … ZERO. Ebbene, quando avremo concluso che ognuno ha un suo UNICO punto di vista e che nessuno di questi 8 miliardi di punti di vista  ha più o meno dignità degli altri, allora non saremo più sorpresi da nulla…

Il terzo punto (sentirsi minacciati…) si riallaccia al primo e quindi non c’è bisogno di aggiungere altro.

Possiamo a questo punto ampliare il significato dell’Arte del Permettere in questo modo : “Io sono ciò che sono e questo mi piace e mi dà gioia. Voi siete quello che siete e anche se siete diversi da quello che sono io, va comunque bene… Perché anche se tra noi ci sono differenze abissali, sono saggio abbastanza da non concentrarmi su ciò che mi turba. Non sono venuto in questo mondo per fare in modo che tutti seguano quella che io considero la “verità”. Non sono emerso per incoraggiare conformismo e uniformità, perché nel conformismo e nell’uniformità c’è la fine del processo creativo. Concentrandomi sull’uniformità agirei a favore della fine della creazione piuttosto che della sua continuazione.”

Permettere è quindi l’essenza stessa del nostro essere democratici. I più grandi disastri della storia sono nati dal non voler permettere, dall’intolleranza verso razze, ideologie o religioni altrui. Questo è vero sia con riferimento al nazismo e alle tragedie della seconda guerra mondiale, ma via via indietro per qualsiasi altra guerra o distruzione. La triste parabola dell’ISIS è solo l’ultimo esempio di come l’intolleranza possa causare male e dolore. E ogni volta che formuliamo un pensiero intollerante, sia esso verso un immigrato, un vicino, un parente, ecc. stiamo alimentando una forza distruttiva. Applicare l’Arte del Permettere dona invece libertà a chi lo fa e consente al mondo di continuare ad evolversi in modo più gioioso.

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